Sindrome della capanna quella di chi non vuole uscire dalla quarantena

Sindrome della Capanna: quella di chi non vuole uscire dalla quarantena

Oggi parliamo della Sindrome della Capanna, anche detta del prigioniero. Si tratta di una condizione per la quale molti di noi nel post quarantena da Coronavirus si ritroveranno a non avere più voglia di uscire. A non voler più uscire dalla quarantena. Non voler tornare alla vita precedente.

Per giorni  e giorni abbiamo atteso gli allentamenti delle restrizioni del lockdown che dobbiamo rispettare per via dell’emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus. Eppure, non appena la situazione sarà migliorata, molti di noi potrebbero sentirsi bloccati.

Potrebbero non avere più tutta questa voglia di uscire di casa, di tornare alla normalità. Potrebbero rimpiangere i giorni di isolamento forzato, dove stare lontani dalla vita frenetica e dai nostri impegni quotidiani era un obbligo, non una scelta.

Questa è proprio quella che gli esperti definiscono Sindrome della Capanna o, come detto, Sindrome del Prigioniero. Vediamo insieme di che cosa si tratta nello specifico e come si manifesta questa condizione particolare.

Sindrome della Capanna: quella che colpisce chi non vuole più uscire e tornare alla vita precedente

La fase 2 dell’emergenza Coronavirus è ufficialmente iniziata. Una fase che si spera ci porterà in maniera graduale a ricominciare con la nostra normalità. Una fase che, come detto, potrebbe spaventare alcune persone.

Alcuni di noi, infatti, potrebbero non sentirsi pronti al ritorno alla normalità. Stiamo parlando di quelle persone che hanno gestito bene l’isolamento, che si sono adattate alla nuova vita. Una vita in cui si ha più tempo da dedicare a noi stessi, ai nostri cari e ai nostri hobby.

Uno stile di vita che sicuramente non ci è permesso nella normale vita di tutti i giorni, sempre più frenetica e piena di impegni. Insomma, dopo due mesi di isolamento, alcuni di noi potrebbero provare un forte stress al pensiero di tornare alla vita precedente. Perché hanno scoperto che, in fin dei conti, la vita in casa non è poi così male.

Un po’ come se la loro casa fosse diventato un rifugio. Un rifugio nel quale ripararsi dalle ansie e dagli stress della vita “normale”. Un rifugio dal quale non voler più uscire. Ma come potranno tornare alla normalità le persone che soffrono della Sindrome della Capanna?

Secondo l’economista José Carlos Dìez la stessa cosa è successa dopo l’11 settembre. Molte persone hanno cominciato ad avere paura della vita fuori dalla propria abitazione e si sono rintanate in casa.

In questo caso è stato il tempo l’unica soluzione. Con il tempo tutti ci abitueremo ai vecchi ritmi, pronti a ricominciare la nostra vita. Perché oltre ad aver fatto migliaia e migliaia di vittime, ad averci tenuto lontano dai nostri cari, non dobbiamo permettere a questo virus di cambiare noi stessi e di avere paura. E a proposito di questo argomento, gli esperti dicono che i guariti dal Coronavirus possono contagiare fino a 15 giorni dopo.