È l’ora della gentilezza

È davvero arrivato il momento della gentilezza? Sembrerebbe proprio di no in un mondo che diventa ogni giorno più intollerante e aggressivo. Nelle nostre città dominano le piccole angherie, come l’auto sulle strisce pedonali, e si moltiplicano anche inspiegabili casi di violenza, nati magari da una lite fuggevole, per strada, per uno sguardo o una parola di troppo.

Eppure, forse per reazione o perché la gentilezza fa parte dell’essere umano, si moltiplicano le iniziative per diventare più amabili e cortesi. E per rendere questo atteggiamento coraggioso, così che da un atto gentile  ne nascano mille altri.

È negli Stati Uniti che è nato il nuovo interesse per la gentilezza, con il movimento Random Act of Kindness: da lì in poi è diventato un fenomeno mondiale, che ha toccato anche l’Italia, e che si impegna a diffondere un’idea diversa del vivere, rispettosa del prossimo e di quello che ci sta intorno.

Ma in cosa consiste il segreto della gentilezza? Secondo gli psicologi, nel fatto che non è un segno di arrendevolezza e di debolezza. Al contrario è un’espressione di forza: sapersi rivolgere agli altri con un sorriso, mostrare disponibilità, seguire le regole più bistrattate della buone educazione vuol dire per prima cosa avere chiaro il concetto dei propri confini e delle proprie esigenze.

Significa essere in grado di affermare  i propri desideri e idee, senza cedere alle tentazioni della sopraffazione e dell’egocentrismo ma rispettando chi si ha di fronte. In più, come molte azioni positive, essere gentili fa bene alla mente e al corpo: crea con gli altri un’empatia che rende subito più sereni, dà calma e rilassa, stimola la creatività. Fa vivere meglio.

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