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Reni: i rimedi verdi che li fanno funzionare meglio

I reni sono due organi importantissimi, servono, fra le altre cose, a filtrare il sangue dalle sostanze di scarto e a formare l’urina. Se i reni non funzionano al meglio, l’intero organismo ne risente. Ecco come prendersene cura, facendoci aiutare dalla natura.

Se soffriamo di infiammazione ai reni.

Non è raro che le vie urinarie siano interessate da una infiammazione o infezione.  All’origine ci possono essere diversi fattori:  batteri, dieta e stile di vita scorretti o altre malattie.

Con l’omeopatia.

Cantharis 9 CH ha un’azione antifiammatoria delle vie urinarie e della prostata.  Equisetum 9 Ch è indicato per  le infezioni recidivanti delle vie urinarie.

Con la fitoterapia.

Il macerato glicerico  di Vaccinum vitis idaea ha una spiccata azione antibiotica, antinfiammatoria e antisettica delle vie urinarie. Molto indicata è anche la tintura madre di bardana, che è diuretica, antisettica, depurativa e antibiotica.

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Per migliorare la diuresi.

Dai reni possono dipendere anche due disturbi molto comuni, soprattutto nelle donne: ritenzione idrica e gonfiori periferici. Se i reni non funzionano bene, infatti,  l’organismo finisce con il trattenere  i liquidi e formare  una quantità insufficiente di urina.

Con l’omeopatia.

Il diuretico omeopatico più potente è apis mellific 15 CH: combatte la ritenzione idrica, il gonfiore al viso, gli edemi alle gambe.

Se la ritenzione è accompagnata da dolori articolari che risentono  dell’umidità e della tendenza ad avere livelli alti di acido urico, si può prendere  Natrum sulfuricum 9 CH.

Con la fitoterapia.

Per favorire la diuresi si può ricorrere al macerato glicerico di Betula pubescens, drenante e depurativo, che agisce soprattutto sull’acido urico. È  perfetta anche la  tintura madre di gramigna, che stimola i reni e svolge un’ottima azione diuretica, contrastando i gonfiori e la ritenzione.

Se soffriamo di calcoli ai reni.

I calcoli sono una formazione di varia grandezza e consistenza, dovuta alla precipitazione nei reni  di sostanze come carbonati di calcio, acidi, fosfati di calcio, urati. Spesso non danno sintomi.

Con l’omeopatia.

Per favorire lo scioglimento dei calcoli ai reni e prevenirne la formazione, si può ricorrere ad alcuni rimedi omeopatici  costituzionali, come Lycopodium, Sepia e Calcarea carbonica.

Con la fitoterapia.

Phyllantus niruri è detta anche erba “spacca pietra” per la sua capacità di sciogliere i calcoli ai reni. In alternativa, si può provare la linfa di betulla, che è diuretica e favorisce  l’eliminazione delle scorie azotate e  e dell’acido urico, contrastando la formazione dei calcoli ai reni e favorendo la loro disgregazione.

Se soffriamo dei  sintomi sopra descritti, occorre rivolgersi ad un medico.

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