Ecco i falsi miti sul vino

Il vino viene demonizzato da alcuni e osannato da altri ed è al centro di molti pregiudizi. Smentiti però dalle ricerche scientifiche.

1) Il vino fa sangue. Potrebbe essere vero se tra i componenti naturali del sangue ci fosse l’alcol, ma non è (e non deve essere così). Il vino non è nemmeno una buona fonte di ferro, necessario per la costruzione  dei globuli rossi. L’unica sostanza che può fornire come  elemento costitutivo del sangue è l’acqua, ma non c’è dubbio che la si possa assumere in un’infinità di altre maniere. Il vino quindi non “fa sangue”, anche se è giusto riconoscere che in quantità minime può agire come vasodilatatore, e questo per alcune persone  può riflettersi  in una migliore circolazione del sangue.

2) Il bianco provoca mal di testa. Diverse ricerche scientifiche mettono in relazione la comparsa di mal di testa  con un’eccessiva presenza di solfiti  nel vino,  o anche semplicemente con una ipersensibilità individuale  nei confronti di queste sostanze.  I solfiti però si aggiungono sia ai bianchi che ai rossi: secondo uno studio della Diamond Headache Clinic di Chicago indica che la cefalea potrebbe  essere più frequente nel rosso, a causa di alcuni componenti della buccia di acini d’uva.

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3) Non si devono mai mescolare i vini a tavola. Anche questa è una considerazione priva di fondamento. Alternare tra loro diversi vini  durante il pasto non solo comporta effetti nefasti per la salute, ma permette di gustare al meglio ciò che si mangia, abbinandolo al vino più adatto.

4) Solo con il rosso fai il pieno di antiossidanti. Altra credenza sbagliata. Il vino rosso contiene effettivamente alcune sostanze antiossidanti  che nel bianco non ci sono (si tratta di antociani, i pigmenti che danno il colore rubino), ma è altrettante vero che nel vino bianco sono stati trovati  altri numerosi composti attivi,  come l’acido caffeico, il tirosolo e l’idrossitirosolo.

5) Aiuta a digerire i formaggi.Questa convinzione si basa sul fatto che, essendo il vino  per sua natura acido,  berlo farebbe aumentare l’acidità  dello stomaco e creerebbe un ambiente migliore  per la funzionalità della pepsina, l’enzima che a livello dello stomaco agisce sulle proteine. In realtà l’acidità gastrica è determinata soprattutto dall’acido cloridrico che lo stomaco secerne, e bere vino non fa che deprimere questa secrezione; lo stomaco  produce meno acido, proprio per evitare che  si sommi a quello del vino producendo eventuali danni.

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