Macchie sulla pelle: proviamo il peeling

Le macchie sulla pelle non sono solo conseguenze dell’invecchiamento, ma anche di stili di vita errati. Gli specialisti della cosmesi sostengono che, con trattamenti ad hoc e prodotti specifici, è possibile rendere omogeneo il colore della pelle, evitando discromie  su viso e decolleté. Uno dei rimedi più efficaci è senz’altro il peeling. Il peeling è stato impiegato per molti anni nel ringiovamento cutaneo, nelle macchie e nelle cicatrici superficiali. È un procedimento medico a tutti gli effetti, che si esegue in più sedute (dalle 4 alle 8 sedute, una volta ogni 10/15 giorni) nel quale il dermatologo con l’ausilio di un pennello spalma sostanze esfolianti sul viso. Gli acidi vengono miscelati con cura, poiché alcuni sono particolarmente aggressivi.

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Infatti, in base al tipo si possono rimuovere più strati cutanei. Lo specialista attende poi l’effetto sul viso, la reazione (che consiste in rossore cutaneo) prima di eliminare le sostanze. Successivamente, viene applicato un prodotto idratante e lenitivo, oltre che una protezione solare alta. Dopo 3/4 giorni il rossore aumenta e l’esfoliazione  è più che evidente. I peeling si classificano in superficiali, medi e profondi a seconda del grado di penetrazione che posseggono. I peeling superficiali come quelli all’acido glicolico, all’acido mandelico, oppure piruvico accelerano il ricambio epidermico, eliminando le cellule morte dello strato superficiale  della pelle. Hanno un’azione antiossidante  e leggermente esfoliante  e vengono combinati a seconda delle necessità. La dose cambia di seduta in seduta poiché si aumenta la concentrazione  o si cambia la potenza del peeling. Attenzione, perché se eseguiti in maniera  aggressiva, soprattutto quelli medi e profondi, possono distruggere l’epidermide e gli strati sottostanti del derma mediante coagulazione proteica e lis cellulare.

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