Scompenso cardiaco: in uso un nuovo pacemaker

Ci sono novità per la cura dello scompenso cardiaco, cioè per gli stati di grave insufficienza del cuore. È stato messo a punto un nuovo pacemaker ancora più efficace nel controllo del battito cardiaco. C’è anche una metodologia appena attivata che abbatte i rischi durante l’intervento e un sistema tecnologico per il controllo a distanza dello stato di salute del cuore.

A spingere gli ingegneri a progettare un nuovo pacemaker è stata l’esigenza, da parte del medico e dei malati, di avere un apparecchio che si adattasse ai movimenti del cuore. Questo perché, in chi ha la malattia, i ventricoli si contraggono in modo diverso e non sempre si riesce ad adattare l’apparecchio a questa anomalia. Il nuovo pacemaker, com’è stato dimostrato in un recente congresso internazionale di aritmologia, permette di incrementare del 12% il numero dei “responder”, cioè di chi reagisce bene alla cura.

Il nuovo apparecchio, in poche parole, esamina costantemente l’attività del cuore e modifica battito per battito gli intervalli atrio-ventricolari e intraventricolari per garantire una stimolazione del cuore personalizzata.

Per semplificare l’impianto è stato ideato un sistema radiologico che consente la visualizzazione della vena e del seno coronarico, con le sue diramazioni e dimensioni. In questo modo il chirurgo è in grado di conoscere esattamente la situazione anatomica del cuore da trattare.

Inoltre, lo stimolatore ha una forma anatomica particolare, che permette di ridurre la pressione sulla pelle di circa il 30%. Il risultato? Un abbattimento dei casi di decubito, cioè di piaghe, che portano a volte all’espianto dell’apparecchio.

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