Ipotiroidismo: una guida per conoscerlo

Ipotiroidismo: è una malattia piuttosto diffusa, ma l’importante è scoprirla in tempo.

La forma di ipotiroidismo più comune, quella autoimmune, interessa il 2% della popolazione italiana. E sei milioni sono gli italiani  che assumono l’ormone  levotiroxina per sopperire a una carenza ormonale.

2 tipi di problema

Gli ormoni tiroidei (T4 e T3) giocano un ruolo fondamentale  nella regolazione del metabolismo,

dei processi di crescita, della riproduzione, dell’attività cardiaca e del sistema nervoso. Può capitare, però, che la loro produzione non sia sufficiente alle necessità dell’organismo. È allora che si parla di ipotiroidismo, di cui esistono sostanzialmente due forme: quella primaria e quella centrale.

Il primo sintomo è una stanchezza generale

Astenia, debolezza, rallentamento del metabolismo, dei riflessi e dei processi mentali, ma anche una maggiore ritenzione dei liquidi sono i sintomi principali derivanti dall’ipotiroidismo. Sintomi che, soprattutto quando l’ipotiroidismo non è marcato,  possono essere sovrapponibili  a quelli di molte altre problematiche.

I noduli alla tiroide: quando funziona troppo

La forma primaria

Il malfunzionamento della tiroide può essere congenito, presente quindi dalla nascita, oppure più spesso acquisito. In questo secondo caso può essere iatrogeno e derivare per esempio dall’asportazione chirurgica di parte o di tutta la ghiandola per via di altre problematiche, oppure essere la conseguenza di infezioni virali  non trattate che demoliscono la tiroide.

La forma centrale

In questa forma, molto rara, l’insufficiente produzione di ormoni tiroidei deriva da un problema non  della ghiandola tiroidea, ma dell’ipofisi e/o dell’ipotalamo, due strutture del cervello che, attraverso la produzione dell’ormone Tsh normalmente spingono la tiroide  a svolgere la propria funzione.

ipotiroidismo

Può dipendere per esempio da tumori a queste strutture cerebrali, ma oggi sappiamo che alcune  forme rare possono essere di origine genetica.

I trattamenti sono più mirati

Il trattamento dell’ipotiroidismo è cronico e prevede  l’assunzione quotidiana, a dosi fisiologiche, dell’ormone tiroxina.

La terapia ormonale sostitutiva richiede un’attenta personalizzazione perché la levotiroxina è un farmaco a stretto indice  terapeutico, cioè la differenza fra la dose efficace e la dose tossica è piccola, e minime variazioni di dosaggio, indotte anche da fattori esterni, possono modificare gli effetti  del farmaco.

Attenzione a quello che si mangia

Dieta: questa sveglia il metabolismo

L’assorbimento della levotiroxina varia sensibilmente da persona a persona, ma anche nello stesso individuo, a seconda del suo stato di salute e del suo stile di vita. Infatti,  possono interferire in un corretto ed efficace assorbimento l’assunzione di altri farmaci, la presenza di malattie come la celiachia, e anche l’alimentazione, come l’abitudine di fare una colazione ricca di fibre oppure di soia.

Per questo, è meglio prendere il farmaco al mattino e a stomaco vuoto, e  non mangiare per mezz’ora  dopo l’assunzione.

 

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