Capelli: 1 donna su 5 li perde

Capelli: la calvizie femminile è in aumento. Ecco che cosa è possibile fare per recuperare i capelli perduti.

Il primato negativo resta maschile, ma, in fatto di perdita di capelli, oggi le donne sono più a rischio.

Ecco quali sono le maggiori cause di perdita di capelli fra le donne.

Ormoni e carenze fra i responsabili

Come quella maschile, la calvizie femminile  può essere legata all’azione degli ormoni androgeni, in particolare il testosterone,  che viene trasformato in una sostanza  capace di provocare un’eccessiva produzione di sebo che soffoca i bulbi piliferi, che si atrofizzano e non producono più capelli.

… ma anche extension e piastre

Ci sono perdite di capelli che derivano da farmaci e cure mediche, altre di origine traumatica o trattamenti scorretti per capelli. L’over-styling, in particolare la moda delle extension e l’abuso di strumenti per la piega, come piastre e arriccia capelli, è oggi un grosso fattore di calvizia, soprattutto nelle donne giovani.

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Farmaci: quando sono indicati

Per contrastare la calvizie  androgenetica si può ricorrere ad alcuni farmaci. Per le donne, però, ne esistono meno rispetto a quelli per l’uomo.

capelli

I pochi che si trovano in commercio sono indicati nelle prime fasi della calvizie, quando è ancora possibile interferire con i processi che determinano la caduta dei capelli: sono cure, però, che poi vanno seguite a cicli per tutta la vita.

Nelle donne, purtroppo, possono essere l’unica opzione, perché la forma androgenetica femminile è una controindicazione, ad esempio, dell’autotrapianto.

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L’autotrapianto

Quando la calvizie femminile non ha origine ormonale, ma deriva da procedure chirurgiche o cosmetiche, traumi, trazioni, quando la chioma è diradata solo sulla sommità del capo, e in assenza di malattie importanti che coinvolgono il cuoio capelluto è possibile sottoporsi al trapianto di capelli.

Finora è l’unica soluzione davvero efficace e si esegue con due tecniche  (la Fue e la Fut) che, in alcuni casi possono  essere combinate tra loro. Le percentuali di attecchimento dei follicoli piliferi trapiantati sono alte, ma leggermente inferiori a quelle maschili.

La medicina rigenerativa

Di recente si propongono tecniche  di medicina rigenerativa come l‘infusione di plasma ricco di piastrine della persona stessa  nelle zone calve.

Questo tipo di interventi da soli, però, non danno i risultati  sperati. Può essere un trattamento  adiuvante il trapianto, che ne migliora l’esito, da fare, però, prima o dopo l’intervento.

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